In tema inquinamento ambientale e discariche abusive, uno dei focus particolarmente rilevanti riguarda il problema della posizione di garanzia.

Si tratta di un principio giuridico ricorrente nell’ambito del diritto penale, in particolare per i reati ambientali, che vedono per protagonisti inquinamento ambientale e discariche abusive.

In molti sistemi giuridici, tra cui quello italiano, la posizione di garanzia indica la responsabilità penale di un individuo o di un’entità giuridica che, in quanto tale, ha il dovere giuridico di non porre in essere condotte dannose per l’ambiente. Se il soggetto si trova in posizione di garanzia ha l’obbligo legale di prevenire danni ambientali con il suo operato.

L’importanza della posizione di garanzia

La posizione di garanzia ha la funzione di promuovere la responsabilità e la coscienza ambientale, come cura del bene comune e prevenzione di ogni tipo di danno ambientale.

L’impianto normativo che regola la posizione di garanzia nel settore ambientale può variare profondamente da Paese a Paese, a seconda del luogo in cui si configura il reato. Si tratta inoltre di un ambito in continuo aggiornamento.

In precedenza l’orientamento giurisprudenziale riteneva il proprietario non responsabile per l’omesso impedimento dei reati in materia di rifiuti (salvo, nuovamente, poter valorizzare gli indici di un eventuale concorso morale o materiale), sussistendo la posizione di garanzia solo a carico del produttore e detentore dei rifiuti e non potendo, in ogni caso, tale obbligo rinvenirsi nell’inottemperanza all’ordinanza di rimozione, provvedimento successivo all’abbandono.

La posizione di garanzia nel nostro ordinamento

Recentemente la Corte di Cassazione penale si è espressa in un caso di gestione di discarica abusiva e inquinamento colposo di acque superficiali a seguito del rilascio di percolato di discarica. Si tratta della Sentenza n.39195 del 27 Settembre 2023, in cui viene specificato come il funzionario gravato dalla posizione di garanzia risponde a titolo di colpa del reato di inquinamento ambientale.

Quanto alla condotta “omissiva impropria” (o commissiva mediante omissione), la giurisprudenza assolutamente prevalente è infatti concorde (v. Sez.3, n. 3430 del 4/07/2012, dep. 2013, Chianese, n. m.) nel ritenere che “ai fini della configurabilità del reato di gestione abusiva di una discarica è sufficiente la colpa, consistente in una negligente condotta omissiva, ovvero il non aver verificato le condizioni del luogo di deposito dei rifiuti (Cass. Sez. 3 11.3.2008 n. 18364, Giordano ed altro, Rv. 240034)”.