Maltrattamenti Familiari e Violenza Sessuale sotto Accusa

La recente sentenza della Cassazione mette sotto i riflettori il grave problema dei maltrattamenti in famiglia e della violenza sessuale, evidenziando la loro rilevanza legale e sociale.

La sentenza n. 32951/2023 della III Sezione Penale della Cassazione, emessa il 28/07/2023, ha portato alla luce la delicata questione dei maltrattamenti in famiglia e della violenza sessuale, soprattutto quando avvengono all’interno dell’ambiente domestico.

Maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale: La decisione della Cassazione ha affrontato diverse questioni sollevate dal difensore dell’imputato riguardo all’applicazione delle circostanze attenuanti nei casi di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale, quest’ultima perpetrata contro la moglie.

Procedibilità dei reati: È importante sottolineare che, per quanto riguarda i maltrattamenti in famiglia, l’azione penale è automaticamente avviata, indipendentemente dal consenso della vittima. Tuttavia, per quanto riguarda la violenza sessuale, la procedibilità d’ufficio dipende dalla presenza di specifiche circostanze o richiede la querela di parte, che una volta presentata, non può essere ritirata.

La decisione della Cassazione: La Cassazione ha respinto tutte le obiezioni sollevate nel ricorso, confermando l’orientamento giurisprudenziale sui reati in questione. Riguardo ai maltrattamenti in famiglia, è stata sottolineata l’importanza dell’abitualità della condotta, anche considerando eventuali reazioni vitali della vittima come segno di soprusi abituali. Per quanto riguarda la violenza sessuale, la Corte ha chiarito che il dissenso della vittima è sempre presunto, a meno che non vi siano prove contrarie.

La sentenza ribadisce l’importanza di un consenso libero e chiaro, anche all’interno dei rapporti coniugali, sottolineando che il dissenso della vittima può essere dedotto da molteplici fattori, senza necessariamente basarsi su riscontri fisici.