Sentenza della Corte di Cassazione Penale: Normative Ambientali e Agricole sull’Utilizzo delle Deiezioni Animali nell’Agricoltura

La recente sentenza della Corte di Cassazione Penale del 28 novembre 2022 ha evidenziato l’importanza della conformità normativa nell’utilizzo delle deiezioni animali nell’agricoltura, sottolineando le implicazioni della fertirrigazione e lo smaltimento corretto dei rifiuti.

La sentenza n.45113 della Corte di Cassazione Penale ha posto in risalto questioni chiave riguardanti lo smaltimento delle deiezioni animali e l’applicazione delle normative ambientali e agricole, focalizzandosi sull’azienda agricola dedicata all’allevamento di bufale e vitelli che ha proceduto allo spandimento illegale di tali rifiuti sul terreno.

Secondo l’art. 185, comma 2, lett. f) del d.lgs. n. 152 del 2006, le materie fecali derivanti da attività agricole sono escluse dalla disciplina dei rifiuti quando riutilizzate nella stessa attività, come nel caso della pratica della fertirrigazione. Tuttavia, la sentenza ha chiarito che affinché tale pratica sia lecita, devono essere rispettate diverse condizioni, tra cui l’esistenza di colture attive sulle aree interessate, la quantità e qualità degli effluenti e il rispetto dei tempi e delle modalità di distribuzione. Nel caso esaminato, l’azienda agricola ha violato tali normative procedendo allo spandimento delle deiezioni senza autorizzazione, configurando uno smaltimento illegale di rifiuti.

La decisione della Corte di Cassazione sottolinea l’importanza del rispetto delle normative ambientali e agricole nella gestione delle deiezioni animali, evidenziando la necessità di condurre la pratica della fertirrigazione nel rispetto delle regole stabilite al fine di evitare danni ambientali e violazioni della legge.